I Fratelli Barbeno a Marsa Alam:
“Viaggio più goduto perché meritato”

Nella foto in spiaggia, accanto al loro promoter (lasciate scorrere la home page e la vedrete), i Fratelli Enrico e Guido Barbeno hanno un'aria sportiva e rilassata. Poi però dal viaggio premio AsConAuto a Marsa Alam sono tornati e... beh... in 'Carrozzeria Travagliatese', nel comune bresciano da cui prende il nome, si sono subito calati nel loro ruolo: seri titolari di azienda. Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Guido, il maggiore.

Cominciamo con una presentazione?
Abbiamo avviato l'attività io e mio padre Andrea, carrozziere da una vita, nel 2003. Enrico, undici anni meno di me che all'epoca ne avevo 25 e un diploma da geometra, ha studiato meccanica ed è entrato pian piano.
Oggi siamo titolari io e mio fratello, con il papà in pensione e collaboratori a chiamata.
Il capannone dove siamo dal 2010, su una strada ad alto scorrimento (mentre la prima sede era nella zona industriale, abbastanza nascosta), è di 700 metri quadrati coperti ed è già troppo piccola. Il nostro è un lavoro di passaparola ma anche di visibilità.

Siete carrozzieri puri?
Per il 70-80 per cento è lavoro di carrozzeria, una decina di ingressi a settimana multimarca, dalla Panda alla Ferrari. E poi facciamo verniciature ad ampio raggio: attrezzature, macchine utensili, porte sezionali, parti di mezzi industriali... verniciamo quello che si può smontare e portare in cabina. Non abbiamo risentito della crisi proprio perché abbiamo sempre avuto un corollario di lavori diversi.

Convenzioni?
Non con le compagnie di noleggio: non ci sono mai state proposte, però per sentito dire non si sa quanto ti resti attaccato. Invece, lavoriamo con agenzie assicurative che hanno un buon pacchetto clienti. Non è vero che se sei convenzionato lavori male perché le compagnie dettano condizioni capestro; noi abbiamo trovato il giusto equilibrio, cerchiamo sempre di dare qualità.

Anche montando ricambi originali?
La politica Travagliatese è che il cliente deve essere accontentato, ecco perché preferiamo utilizzare l'originale. Nel corso degli anni ci siamo spostati sempre di più sull'originale, constatando che si lavora meglio ed è migliore anche il risultato finale.

In più vi arriva a domicilio. Com'è il rapporto con Doc?
Eravamo affezionati a un ricambista, ma meno lui riusciva ad accontentarci più noi acquistavamo dalle concessionarie Doc. Con l'arrivo di Thomas (Fusari, promoter di riferimento, NdA), che è molto disponibile e ci aiuta anche nella gestione degli ordini, i volumi sono aumentati fino a capovolgere le quote. Ordino tutti i giorni, fosse solo una molletta, e ho due consegne al giorno.
Essere cliente Doc mi permette anche di avere un trattamento speciale dalla concessionaria: se mi serve un intervento elettronico e ho comprato i ricambi, ho una corsia preferenziale per portare la macchina in officina. Oppure può bastare una telefonata per un'informazione tecnica. Generalmente trovo molta disponibilità.

La stessa che trovano i clienti in 'Travagliatese'?
Il cliente va ricevuto con il sorriso e con l'educazione. Ci devono essere molta disponibilità e qualità nel risultato.
Cerchiamo sempre di migliorarci, restando carrozzieri. Per esempio, abbiamo acquistato un carro attrezzi che sarà sulla strada ai primi di luglio. Non bisogna aspettare che il lavoro arrivi, bisogna cercarlo.

Prima di salutarci mi racconta del suo, anzi del vostro, viaggio a Marsa Alam?
Eravamo tra i primi dieci in classifica, una posizione di tutto rispetto per un'attività come la nostra. Il premio ci ha fatto sentire orgogliosi, vuol dire che il lavoro c'è.
Siamo partiti mio fratello con la sua fidanzata Mirella e io con mia moglie Benedetta e nostra figlia Elena, che ha tre anni.
È stato tutto bellissimo, tutto perfetto: bello essere in spiaggia in compagnia, con amici vecchi e nuovi, conoscere Thomas in una veste diversa da quella lavorativa... Una bella esperienza. E il fatto di averlo meritato ci ha fatto godere del premio ancora di più.
Non dico che compriamo con l'obiettivo di partire, però poi il meccanismo ti prende...

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