Andrea Frassine, "In Moderna
Car Service la mobilità è a 360 gradi"

Che cosa avrebbe voluto essere da grande? È una domanda che faccio spesso ai riparatori 'figli d'arte', ma la risposta di Andrea Frassine, titolare di Moderna Car Service a Roncadelle (Bs) ha dell'incredibile. Se non fosse vera. "Avevo tre anni e quando sentivo mio padre che usciva con il carro attrezzi, saltavo su e lo accompagnavo. Anche in piena notte".

A tre anni. Adesso che ne ha 37 ha ancora la stessa passione?
In mezzo ne ho avuti 17, l'età in cui sono entrato ufficialmente in carrozzeria. Anche mio padre ha iniziato ragazzino, poi nel 1980, a 24 anni, ha rilevato insieme ad altri tre dipendenti l'azienda in cui lavoravano. Quando è rimasto solo sono entrato io in società ma ancora oggi, a 65 anni e dopo una vita di lavoro, papà è il primo ad arrivare e l'ultimo ad andarsene. È un pilastro di Moderna.

Moderna che ha cambiato faccia a partire dal 2000...
È l'anno in cui ci siamo trasferiti in una sede più grande, passando da 400 a mille metri quadrati coperti che allora ci sembravano tantissimi. L'investimento più grosso, però, è del 2015, quando ho ritirato le quote e acquistato, partendo da un lotto di 1.250 metri, un'area di ottomila. Nel 2014 fatturavamo un milione di euro e solo l'immobile costava tre volte tanto, ma è un passo che ho fatto ben sapendo l'impegno che mi stavo assumendo. Avevo in testa l'unica raccomandazione di mio padre: "Andrea, se quello che stai facendo va male mi farai ridere dietro da tutta Brescia".
Nel 2019 abbiamo inaugurato la nuova officina meccanica e gommista che gestisce mio fratello Federico che, oltre a questo, si occupa di compravendita di veicoli nuovi e usati.
L'anno scorso ho ritirato l'intera proprietà e i metri quadrati coperti oggi sono quattromila.

Che cosa ha in mente?
Costruire una carrozzeria nella carrozzeria, mille metri dedicati allo spot repair, alle riparazioni speciali con le nanotecnologie... È un progetto a cui sto lavorando con Gruppo BASF.

Diversificare per essere più competitivi?
L'obiettivo sono i 360 gradi della mobilità, in un'unica struttura il cliente deve trovare tutto ciò di cui lui e la sua macchina hanno bisogno: carrozzeria, meccanica, vendita di nuovo e usato, soccorso stradale (recuperiamo dai 700 agli 800 veicoli al mese, e una parte restano nelle nostre mani per la riparazione), servizio gomme, noleggio a breve, medio e lungo temine. Mancano solo le revisioni, ma non farle è una scelta, perché ci appoggiamo a un centro che abbiamo proprio di fronte. La collaborazione è un valore assoluto.

A quante persone dà lavoro?
Tra tutti siamo in 40, e ognuno dei miei dipendenti, qualunque sia l'area in cui opera, è incentivato secondo gli obiettivi che raggiunge. Oggi siamo tra le prime 15 strutture in Italia nel settore della riparazione. 

Riusciva a dormire l'anno scorso, con 40 stipendi da pagare?
A dir la verità l'anno scorso abbiamo chiuso con un incremento di fatturato del 12 per cento, nonostante il calo dei sinistri del 35.
È stato un anno molto particolare, che ha messo in ginocchio molte aziende ma che ha anche fatto aprire gli occhi a realtà che volevano aprirli. A marzo ho messo i miei dipendenti in cassa integrazione, cassa che ho anticipato 'al buio', senza immaginare che cosa sarebbe potuto succedere nei mesi successivi. I miei sono dipendenti storici, entrano e non escono. I produttivi - verniciatori, lattonieri, montatori - sono tutte persone di esperienza; nell'area amministrativa - accettazione, front office, gestione sinistri - c'è personale giovane, arrivato subito dopo la scuola e formato, ma anche persone di esperienza maturate sempre nell'ambito dell'automotive. Io e i miei dipendenti siamo un team in continua crescita, umana oltre che professionale. Remiamo tutti nella stessa direzione, pronti sempre a migliorarci per raggiungere un obiettivo comune, ovvero essere tra i migliori nel nostro settore.

Non mi ha ancora detto come ha fatto a uscire indenne dalla crisi...
Uscendo io. A differenza di tanti che dicevano "non c'è lavoro, stiamo chiusi e quando si riaprirà ripartiremo", io mi sono messo al tavolo con i miei ragazzi e ho ridefinito il layout interno, dalla gestione dei ricambi a quella dei sinistri; rivedendo nei minimi particolari tutte le procedure della riparazione, ho capito che peccavo nella gestione interna e ho deciso di affidarmi a una società di consulenza. A quel punto, ho potuto ridurre la mia presenza in Moderna e dedicarmi a cercare lavoro.
Senza questi cambiamenti sono sicuro che anziché a +12 avremmo chiuso a -30.

Chi ha messo nel 'mirino'?
Le concessionarie. Non mi interessava il ripristino dell'usato, perché il rischio è di dover lavorare sottocosto; invece, mi sono proposto come punto di riferimento per le riparazioni di auto in noleggio. Moderna è uno dei 198 Arval Premium Center presenti in Italia, con all'attivo circa 600 interventi giudicati eccellenti. Non tutte le concessionarie sono orientate alla vendita del prodotto noleggio, ma gli studi di settore dicono che se oggi il noleggio rappresenta il 18 per cento del circolante, domani sarà il 48.

Come sta andando il 2021?
Non è chiaro: i primi tre mesi sono stati critici più che altro perché il lavoro è discontinuo. Adesso il circolante sta tornando, ma dai clienti che passano da me in ufficio direi che c'è ancora calma, forse troppa.
Di sicuro, chi ha avuto e ha la forza di fare la differenza, di investire, avrà la capacità di ripartire. Ultimamente stiamo registrando un centinaio di ingressi a settimana tra carrozzeria, meccanica e gomme, dall'utilitaria al veicolo commerciale con una prevalenza di vetture di fascia medio alta. Siamo carrozzeria autorizzata Citroën e FCA per i brand Fiat, Fiat Professional e Alfa Romeo, e un 30 per cento degli ingressi è Fiat. 

Ricambi originali per tutti?
In Moderna sempre e comunque originale, a meno che il danno non superi il valore della macchina, ma parliamo di nemmeno il 10 per cento. L'originale è sempre l'originale, non hai problemi. Ci sono non originali che ti propongono con l'80 per scento di sconto a listino ma non sono mai equivalenti, sono di concorrenza.

L'originale arriva in Via Enrico Mattei con un furgone DOC...
Papà prendeva l'originale prima ancora che DOC nascesse. Poi, vent'anni fa, Bianchi dell'Alfa ci ha fatto conoscere il consorzio e siamo clienti da allora. Quando arriva il furgone, mezzo carico resta qui, abbiamo due consegne al giorno e siamo molto soddisfatti del servizio.

Ordina per telefono?
Scherza? Io meno uso il telefono e più sono contento. ARiA funziona, è tutto perfetto, non c'è nulla che non vada. I magazzinieri sono veloci, se non rispondono subito è perché non possono, ma ho il numero di telefono di tutti, in un modo o nell'altro ci arrivo sempre.

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