Il promoter Mirko Rocco da Rodi,
“I clienti sono stati tutti bene"

Sto per salutarlo ma Mirko Rocco mi blocca: "Posso dire un'altra cosa? La Doc Ricambi è la mia seconda famiglia e questo è molto importante per me…". Così, testuale. E non fai fatica a capire perché, dopo una pausa di dieci anni, Mirko sia ancora un uomo Doc.

La sua storia è fatta di un prima, un durante, e un dopo...
Ho lavorato in Doc per sei anni come logistico, fino a 13 anni fa. Poi ho lasciato per fare un'esperienza lavorativa all'estero: sono partito per Urghada, sul Mar Rosso, e ci sono rimasto dieci anni. Sono partito da solo e siamo tornati in Italia in tre: io, mia moglie Abeer e la nostra prima figlia Lara, mentre Giulia, la seconda, è nata qui.
I primi anni ho fatto la guida del deserto con i quad per gli italiani, fino a che da dipendente mi sono messo in proprio: noleggiavo i quad per i tour operator italiani e lavoravo con loro. Poi, con la rivoluzione che ha buttato giù Mubarak, hanno bloccato i voli, il posto è diventato instabile politicamente, e quando tutto si stava rimettendo in moto è caduto l'aereo dei russi, che rappresentano l'80 per cento dei turisti a Urghada... c'erano strutture di 2.000 camere vuote. A quel punto ho deciso di tornare in Italia, contestualmente si è liberata una posizione lavorativa nel Consorzio nella mia zona e ho avuto questa grossa fortuna che la Doc mi ha riassunto.

Come promoter?
No, sono stato riassunto come logistico a dicembre 2016, poi sono passato jolly e da un annetto sono promoter. Mi sono impegnato al massimo e la fortuna mi ha premiato.
Mi piace tantissimo, amo il mio lavoro, e mi trovo molto bene con la Doc Ricambi. Ho ritrovato le stesse persone: Davide Zago che all'epoca era a Verona, Emanuele Bocchi che mi aveva assunto la prima volta come logistico, Gianluigi Papallo... È stato un po' rientrare in famiglia.

Da promoter che zona copre?
Attualmente la zona est di Brescia e Lago di Garda, sono quasi 200 clienti che vengono visitati con regolarità per garantire loro il massimo del servizio e dell'assistenza che DOC mette a disposizione.
E strada facendo si visitano le carrozzerie e le officine che non sono ancora Doc: qualche cliente nuovo sono riuscito a farlo affiliare alla rete…

Del momento di mercato che cosa dicono i suoi clienti?
Il lavoro c'è, qualcuno si lamenta per i soldi, dice che non guadagna abbastanza. Ma vedo che i giovani sono meno richiusi su se stessi, più proiettati nel futuro, hanno voglia di fare.

Per quali caratteristiche Mirko Rocco si fa apprezzare?
Credo che mi apprezzino per la disponibilità, per l'aiuto quando serve, sanno che appena posso cerco di dare una mano, che possono contare su di me.
Chiamano noi promoter per tutto. Per me è giusto, sono il loro referente per il consorzio Doc, anzi!, sono io che dico sempre "per qualsiasi cosa chiamami". I nostri clienti sono generalmente persone corrette e con le quali cerchiamo di collaborare sempre al meglio. L'importante è il dialogo costante e la disponibilità a risolvere problemi e a spiegare le sempre nuove opportunità che il Consorzio offre.

Lei è appena stato in viaggio premio a Rodi con i clienti Doc. Contento del suo ruolo di accompagnatore?
L'ho preso come un premio anche per me, sono uno degli ultimi arrivati e magari potevano mandare qualcun altro...
Il viaggio è stato eccezionale, la location fantastica e i clienti - una cinquantina solo del nostro consorzio - si sono tutti divertiti e sono stati tutti bene. Insieme con il mio collega Fabio Zapponi, è bastato un giorno per rompere il ghiaccio: abbiamo creato il gruppo WhatsApp di Rodi e tutti, una volta rientrati, hanno mandato un messaggio ringraziandoci per la compagnia, per la location, ringraziando AsConAuto per questo bellissimo viaggio. Anche per me, personalmente, è stata una soddisfazione.
C'era tanta voglia di staccare dal lavoro, di divertirsi... I clienti hanno partecipato a tutte le iniziative sportive e non, non si tiravano indietro. Io e Alcide, un cliente di Bergamo, abbiamo anche vinto il torneo di bocce. Una coppia vincente!

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