Riparatore Doc e pizzaiolo gourmet,
ecco a voi Vincenzo Compatti

"Gigi Papallo, il mio promoter, ha fatto da perno, mi ha portato i ricambi perfino a casa". Storie di ordinaria eccezionalità in tempi di Covid. A raccontarla è Vincenzo Compatti, che per la sua Autoriparazioni Compatti di Gardone Val Trompia (Bs) ha sperimentato l'efficacia del gruppo WhatsApp di 'Gestione emergenze' creato proprio dal promoter Doc.

Anche lei ha lavorato in emergenza?
Diciamo che in famiglia, tra infermieri in 118 e rianimazione, siamo sensibili all'argomento. Riparo le ambulanze di Valtrompia Soccorso e mi sono messo a disposizione (anche i miei quattro dipendenti mi avevano dato tutti la loro disponibilità, ma ho preferito tenerli a casa, e ancora oggi che sono tornati non faccio igienizzare le macchine a nessuno di loro). Se c'erano sanitari o dipendenti del supermercato che dovevano andare a lavorare, io ero reperibile. Ho fatto una quindicina di interventi sulle batterie di auto private di medici e infermieri, il tagliando di una vettura di servizio della Croce Rossa, un controllo livelli olio delle ambulanze...
Ho sfruttato il gruppo di emergenza Doc per un furgone di una ditta e per la macchina di un'infermiera. Tutte e due le volte Gigi si è fatto in quattro per farmi avere i ricambi, anche portandomeli a casa.

Prima del lockdown del 9 marzo com'era il giro di lavoro?
Negli ultimi mesi, da ottobre dell'anno scorso fino a gennaio-febbraio, il lavoro si stava riprendendo, con appuntamenti fino a due settimane e una media di 12-13 ingressi al giorno. Oltre al lavoro di officina facciamo servizio elettrauto, gomme (non richiestissimo), impianti gpl, assistenza clima... anche servizio revisioni, senza far pagare supplementi, presso un centro a cui mi appoggio.

Autoriparazioni Compatti è nata come officina?
Nel 1985, io l'ho rilevata a 23 anni. Mi sono lanciato, con l'ambizione di mettermi in proprio, voglia di fare e di apprendere, e quella grinta che oggi cerco nei ragazzi e purtroppo non trovo. Avevo saputo di un'officina Fiat vecchio stampo, che il titolare voleva cedere ma a qualcuno che gli piacesse... E così io giovane giovane, figlio di persone semplicissime che mi hanno sostenuto, ho ritirato l'attrezzatura, la licenza, e sono partito da zero, senza dipendenti.
Dopo dieci anni mi sono trasferito nella zona industriale di Gardone Valtrompia, in un capannone di 600 metri quadrati dove riuscivo a rispettare gli standard Fiat, con un giro di lavoro che si stava allargando - anche perché tanti vecchi clienti mi hanno seguito e si sono aggiunti i nuovi - e che mi ha portato ad assumere fino a sette dipendenti.

Ha scelto di lavorare con l'originale?
Essere autorizzato Fiat ha il suo peso, sul totale ingressi il 60 per cento sono macchine del marchio, il resto è multibrand. Ripariamo dall'utilitaria a salire, anche qualche Porsche Cayenne o Maserati Levante, ma il grosso è di fascia medio-bassa.
Per rispondere alla sua domanda sui ricambi, originale sempre e comunque per quanto riguarda Fiat, e non solo perché ho un budget da rispettare, ma anche per gli altri marchi il ricambio di concorrenza è solo un ripiego, se devo aspettare troppo o se la macchina è vecchia.
Il ricambio originale mi dà sicurezza, soprattutto se parliamo di bracci della sospensione, di frizioni, di testate... Tranquillo io, tranquillo il cliente.

Le dà tranquillità anche essere cliente Doc?
Lavoro con Doc da sempre. All'inizio, più di vent'anni fa, c'era il problema che se ti serviva una frizione Volkswagen, per esempio, dovevi andare in città, farti 25 chilometri andare e 25 a tornare, e perdere magari mezza giornata. Il servizio Doc ci è stato subito spiegato molto bene: ci hanno detto che i concessionari si erano messi insieme per distribuire i ricambi originali e dare più qualità ed efficienza ai riparatori. Poi sono arrivate le informazioni tecniche, le promozioni, una certa scontistica, i finanziamenti...
Doc è cresciuta sempre, ampliando l'offerta dei servizi (Integra, la App A-Service, addirittura la consulenza sulle tariffe telefoniche), organizzando Service Day... Il principio è sempre stato "Chiedete e risolviamo".

Ci è andato a Service Day 2019?
Anche a Service Day 2018: io e Rosa, l'amministrativa, avevamo partecipato a cinque seminari, quest'anno siamo riusciti ad esserci solo il sabato, e la sera ci siamo fermati per la festa dei vent'anni del consorzio. Mi è piaciuta, mi ha emozionato vedere i ragazzi sul palco perché tanti di loro li ho conosciuti, da Gigi a Fabrizio...

È ottimista per il futuro?
Clienti non credo ne perderò, il blocco è mondiale e il rallentamento è per tutti in tutti i settori. I meccanici qui intorno sono nella mia stessa situazione. Quando il lavoro riprenderà riprenderà per tutti, ma per un recupero totale ci vorrà qualche anno. Di sicuro lavorerò ad agosto! Mi ricordo l'anno in cui ho chiuso tre settimane ad agosto, non ho incassato e sono caduto per terra, e mi sono detto che ero stato un incosciente.

Il servizio di presa e riconsegna è una novità di questi tempi?
Lo offrivamo già e rientrava nel costo totale. Abitando a Concesio, prendere le macchine del vicinato ci veniva comodo, soprattutto a mio cognato che lavora con me.
La novità è la sanificazione, anche a domicilio. Chiediamo 35 euro per disinfettare la vettura, prima con uno spray a base alcolica, poi con un apparecchio che atomizza il disinfettante; 15-20 minuti di attesa, si arieggia, si aspira e si ripassa tutto con una soluzione alcolica.
Pulizia, disinfezione, igienizzazione. Poi sta al cliente tenere la macchina pulita, la sicurezza è un po' una responsabilità condivisa.

A proposito di sicurezza...
Ho messo la catena all'esterno, il cliente suona e può accedere solo all'ufficio, in officina non entra più nessuno.
Per quanto riguarda il capannone, prima di riaprire abbiamo fumigato i locali con una soluzione disinfettante, ventilato e sanificato, ed è un'operazione che ripetiamo tutti i giorni in bagno. Le tute restano in officina e ovviamente abbiamo gel per le mani e mascherine. Il distanziamento non è un problema, i locali sono grandi e le postazioni di lavoro distanti una dall'altra.

Ordine e pulizia: come prima, più di prima?
Siamo persone rispettose dei protocolli, ci teniamo all'igiene e alla pulizia. Il primo insegnamento per un giovane che entra in officina è proprio 'ordine e pulizia'. Non è un'infermeria ma qui di motori sparpagliati e unto in terra non ce ne sono. Abbiamo sempre lo straccetto in mano.

Prima di salutarla mi dice del suo 'secondo lavoro'?
Io e un mio amico abbiamo creato 'Pizzaingiro', un food truck adibito a pizzeria (nella foto in home page con la showgirl Justine Mattera, nda). La passione l'ho sempre avuta, fare le pizze per la parrocchia del mio paese era la mia valvola di sfogo. Poi però, nel 2009, mi ci sono messo seriamente, frequentando e prendendo il diploma alla Scuola Italiana Pizzaioli. Ho avuto l'opportunità di fare pratica e dal compleanno privato e le feste aziendali siamo passati alle piazze. Solo il fine settimana, dalle 6 alle 9 di sera. dichiariamo la zona dove andremo, parcheggiamo in un posto pubblico, io mi metto al forno e i ragazzi consegnano a domicilio. Sa che questa del pizzaiolo potrebbe essere la mia prima professione?

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