Francesco Leali (Auto Leali),
"Siamo Valsabbini, teniamo duro"

Mezzo secolo di attività festeggiato l'anno scorso "con i collaboratori e le loro famiglie, perché sono loro le ragioni del nostro successo", Auto Leali sta attraversando la pandemia con spirito di servizio. Quello stesso che ha portato l'azienda di Roè Volciano (Bs) ad arrivare dov'è oggi.
Nel racconto di Francesco Leali, figlio del fondatore Imerio, sani principi e tanta voglia di fare.

Suo padre dov'è?
Confinato a casa! Papà è tuttora operativo, non riuscirebbe a stare lontano dalla sua azienda. È lui che nel 1969, con l'appoggio di nonno Annibale, ha fondato 'Carrozzeria Imerio Leali'; negli anni si sono aggiunti il soccorso stradale, l'officina meccanica, il servizio gomme, le revisioni (nel 1997, uno dei primi centri in provincia di Brescia). Poi sono arrivati la vendita, di nuovo e usato multimarca, il noleggio, l'assicurazione. Il nostro obiettivo era creare un centro dove il cliente potesse trovare tutto.

Tutto questo in quanto spazio?
L'area totale è di quasi ottomila metri quadrati, di cui 2.500 coperti. Ci siamo trasferiti vent'anni fa nella sede attuale di Via Roma, e l'anno scorso abbiamo implementato la parte di esposizione con un nuovo stabile.
La nostra è un'azienda a carattere familiare, con mia mamma Nadia Egle e mia sorella Vera che seguono l'amministrazione. Abbiamo 17 dipendenti, è una squadra cresciuta nel tempo, in modo costante, piccoli passi consolidati per raggiungere gli obiettivi, sommando i 55 anni di esperienza di papà alla spinta innovativa.

Con che risultati?
Siamo sui quattromila ingressi annui solo di officina. Il mercato dell'auto è in continua evoluzione - basti pensare all'elettrico - e noi dobbiamo essere competitivi e pronti ad ogni cambiamento.

Anche un cambiamento devastante come quello che stiamo vivendo? Cosa è successo in Auto Leali il 9 marzo?
Non abbiamo mai chiuso perché il codice Ateco lo permette e perché facciamo assistenza stradale. Abbiamo quattro carro attrezzi e un'officina mobile, interveniamo in soccorso dei clienti che possono circolare in qualunque momento del giorno e della notte, sabato e domenica compresi.
Nel mese di marzo, a parte la sanificazione gratuita delle macchine di medici e infermieri, un modo per ringraziarli del lavoro che stanno facendo, abbiamo fatto più di venti recuperi, solo interventi di prima necessità: veicoli di corrieri e furgoni che fanno trasporto di medicinali e che abbiamo rimesso sulla strada in poche ore. In qualche caso grazie a un paio di miracoli di Doc che ha reperito i ricambi... Alcuni magazzini erano aperti, ma la buona volontà delle concessionarie si scontrava con la difficoltà oggettiva di rifornirsi, soprattutto per i ricambi che arrivavano dall'estero, visto il blocco dei trasporti.

Siete clienti Doc da tanto?
Siamo clienti storici, da quando ha aperto. Doc è il nostro partner quotidiano: l'organizzazione è ottima e negli anni si è strutturato per rispondere alle nostre esigenze che cambiavano, è un partner di vitale importanza.
Siamo autorizzati Ford e Fiat, e l'80 per cento del nostro lavoro si basa sull'utilizzo di ricambi originali.

Riesce a immaginarsi il 'dopo'?
Intanto c'è l'oggi: abbiamo chiesto la cassa integrazione per l'attività della vendita, che deve rimanere chiusa, per il personale amministrativo e per i colleghi che seguono operazioni ritenute non necessarie, come la lucidatura. Abbiamo mantenuto distanziate le postazioni di lavoro e limitato i contatti con i clienti o tra colleghi.
Penso che sarà un anno molto difficile per il nostro settore, anche se il service soffrirà meno della vendita. Per ora teniamo duro. È anche il nostro carattere: siamo bresciani della Valsabbia, siamo gente grezza ma laboriosa. Da noi si dice "valsabbino, scarpa grossa e cervello fino".
Certo è surreale, nel 2020 chi se lo poteva immaginare un blocco del mondo! Ho clienti del settore turistico in grossissime difficoltà. A tutti i livelli oggi più che mai serve la vicinanza delle istituzioni a fatti, non a parole, la vicinanza del sistema, delle banche...

Lei ha paura?
Un po' di timore c'è, non tanto per noi ragazzi ma per i nostri genitori. Sicuramente ho anch'io delle attenzioni diverse, abbiamo sanificato da subito gli ambienti e abbiamo tutti i presidi. Ci ha aiutato anche il fatto che siamo azienda certificata e partner di Ellegi Service per quanto riguarda la sicurezza, la medicina e la formazione in ambito lavorativo.

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