Luca Gazzoli (Ambra Car Service),
"Doc ci aiuta a fare business"

È il 1982, internet è di là da venire e l'indicizzazione nulla ha a che vedere con i motori di ricerca. Eppure, quando Claudio Gazzoli e il socio dell'epoca aprono la loro carrozzeria, si preoccupano di trovare "un nome breve, che possa stare all'inizio dell'alfabeto". Ed ecco Ambra, oggi Ambra Car Service e in "un prossimo futuro", annuncia Luca Gazzoli, che dal padre Claudio evidentemente non ha ereditato 'solo' l'azienda, "Ambra Mobility".

In principio è la carrozzeria...
Sì, papà ha iniziato come carrozziere, poi nel 1990 ha aggiunto l'officina meccanica già con l'idea di lavorare con le flotte e le assicurazioni. Io sono entrato ufficialmente nel 2001, dopo la maturità; venivo qui in estate, ma approcciavo il lavoro in maniera... distaccata e pensando di voler fare il commercialista. Poi però vedevo che papà si impegnava tanto, dava anima e cuore e ho detto: voglio provare ad aiutarlo. Solo che alle cinque del pomeriggio andavo via. Finché mio padre è intervenuto duro: "Non puoi arrivare dopo gli altri e andare via prima di loro". E così ho iniziato a presentarmi alle sei e mezza e ancora oggi la mattina sono quello che apre.

Quando ha preso realmente le redini dell'azienda?
Dal 2001 al 2008 ho seguito la parte produttiva, dal 2008 al 2012 la parte amministrativa, di controllo di gestione, e nel 2014-2015 sono diventato CEO.
Ci siamo trasformati, e mio padre ha avuto il maggior merito in questa operazione, quando ha passato il testimone lo ha fatto davvero, io non so se ne sarei capace… Lo ringrazierò sempre.
Sono entrato in Ambra che era carrozzeria, officina meccanica e in minima parte servizio gomme, fatturava circa un milione di euro e contava sette dipendenti. Oggi siamo in 33.

E Ambra è a tutti gli effetti Ambra Car Service...
Per quanto riguarda la carrozzeria, il 60 per cento sono flotte e il 40 per cento assicurazioni, il privato quasi non esiste. Il lavoro è solo canalizzato. Rispetto all'officina, il 90 per cento sono flotte e il restante dieci clientela privata. 
Alla base di questa impostazione c'è che io non sono un carrozziere, il mio approccio è dalla parte dei processi più che della trattativa: ho avuto la fortuna di incontrare in questo nostro percorso persone che ci hanno aiutato a standardizzare i processi, a partire dalla formazione dell'accettatore. Noi viviamo di processi, che generano volume e margini. Nel nostro piccolo ogni cosa è schedulata, c'è una procedura per tutto: da come si lava la macchina a come si fa un tagliando. E c'è back up per ogni ruolo: il capofficina ha il suo back up nella persona che gli sta subito dietro, e così il verniciatore, il monta e smonta, il carrozziere...

Per che giro di lavoro complessivo?
15mila ingressi l'anno tra carrozzeria, meccanica e gomme. Lavorando con le flotte, entrano veicoli che hanno quattro anni al massimo: tanti Suv, station wagon, ma anche utilitarie e furgoni dei parchi di servizio.
La carrozzeria fa volumi più alti in termini di fatturato, l'officina e le gomme a livello quantitativo, ma i profitti sono variabili. Fino all'anno scorso avrei detto che si marginava di più con l'officina, oggi - visti i 560 interventi in pochi mesi a causa della grandine - si margina di più con la carrozzeria.
In un canale o nell'altro, il margine importante lo deve generare la manodopera, non i ricambi.

A proposito. Qual è la scelta Gazzoli in fatto di ricambi?
Togliendo quelli che ci forniscono direttamente le compagnie di noleggio, cinque-sei anni fa abbiamo dovuto decidere se comprare l'equivalente e magari perdere più tempo nella fase di lavorazione, o scegliere l'originale che è più semplice da montare e permette di diminuire le ore di lavorazione. Abbiamo preso la strada dell'originale. In più, visti i volumi d'acquisto - ricambi per circa 600mila euro l'anno - riusciamo a ottenere sconti più alti.

Dai concessionari Doc?
Certo, lavoriamo con Doc almeno da dieci anni. Io nel consorzio vedo un partner che mi aiuta a fare business. Qualunque problema ho sui ricambi, Doc 'si mette di traverso' e mi apre le porte. Essendo Doc un'azienda fatta di persone che ci mettono passione, sono eticamente in linea con la nostra mission.
Doc è da ammirare per come è cresciuta in questi anni... Penso alla App A-Service presentata a Service Day: l'ho testata subito, a me piace, l'ho fatta scaricare anche ai miei collaboratori (un po' restii all'inizio, ma se non si prova...!), e ha funzionato, funziona, funziona tutto. Credo che la useremo sempre di più per ordinare i ricambi - cosa che oggi facciamo con Integra o via mail - perché la App è semplice e immediata.

Null'altro da chiedere a Doc?
Davvero non saprei... Se ho un problema il promoter si presta, mi dà una mano. E comunque, lavorando con il 90 per cento degli interventi pianificati, due consegne al giorno bastano.

Sul vostro sito spingete per la prenotazione online. Funziona?
Funziona ma è poco sfruttata, per ora. Si parla tanto di agenda online, l'abbiamo sentito anche a Service Day, ma chi chiama è perché sta guidando e gli si è accesa una spia, chiama quando ha un problema. Le società di noleggio ce l'hanno, la loro App, ma in quel momento il cliente vuole solo telefonarti e sentirti.

Prima di salutarla, mi dice della scelta di sponsorizzare il Basket Brescia Leonessa?
È iniziato tutto quasi per scherzo, tramite un amico che lavora nel basket; poi però ci siamo affezionati, è una squadra che ha fatto un percorso tipo il nostro, da una situazione un po' incasinata a signora squadra che oggi gioca in serie A, che vince, soprattutto che ha un concetto di squadra, di valori, in cui ci ritroviamo. Noi siamo molto per il gruppo, vince la squadra e non il singolo, aggregazione e condivisione... Un altro valore di Basket Brescia è che è un'azienda onesta, seria e trasparente.

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