Il carrozziere Penna (Lasercar)
presenta il tagliavetri Roboglass

Galeotto fu il modellino di R2-D2 che la mamma gli regalò per la festa di Santa Lucia. Ma il robottino di Guerre Stellari ha soltanto portato allo scoperto la passione per tutto quello che è robotica che 'da sempre' cova in Giambattista Penna, oggi titolare di una carrozzeria - Lasercar di Lumezzane (Bs) - dove l'automazione è di casa.

Mi dicono di un tagliavetri da brevetto...
Ogni volta che sostituivo un parabrezza avevo paura, tra lame e corde d'acciaio non mi sentivo sicuro con i sistemi in commercio. Due anni e mezzo fa mi sono guardato in giro e ho iniziato a costruire un prototipo appoggiandomi a VetroCar, un'azienda di Verona. Da un anno di lavoro è uscito uno strumento perfetto che stiamo utilizzando in Lasercar e nel centro VetroCar di Sarezzo, qui nel bresciano.
Si chiama Roboglass e il 20 aprile abbiamo avuto la certificazione internazionale che ne dichiara l'unicità oltre al contenuto innovativo e al potenziale industriale.
Credo che da settembre organizzerò delle dimostrazioni su invito a Roma, Napoli… Adesso però serve il partner forte, perché se è stato difficile creare un prodotto efficiente ancora più difficile sarà metterlo sul mercato. Puntiamo sulla facilità d'uso - anche un bimbo di dieci anni può maneggiarlo senza farsi male e farne alla macchina - e sul fatto che anziché due persone per quel tipo di lavoro ne basta una.

Intanto Roboglass continua ad essere utilizzato in Lasercar. Ci racconta la sua azienda?
Nasce nel 1991, ma papà nel 1968 aveva avviato l'attività con i fratelli. Io sono perito elettronico e quando non c'era scuola andavo a dargli una mano. La cosa si è fatta interessante: ho unito la passione per la robotica alla meccanica, avevo piena libertà di decisione e, non per vantarmi, ma sono bravo nel mio lavoro.
Dalla sede di Via Zubello, troppo piccola con i suoi 7-800 metri quadrati coperti, nel 2004 ci siamo spostati in un capannone grande il doppio. Ci lavoriamo io e mio fratello Roberto, soci titolari, e due dipendenti.

L'emergenza Covid vi ha toccato in prima persona?
La mia fortuna è che vivendo in un paese abbastanza rigoglioso, mi sono creato negli anni una clientela che non è da Emirati Arabi ma quasi. Ripariamo Ferrari, Porsche, Lamborghini… Il problema Covid non si è posto sul lavoro, però ho deciso di chiudere un mese per la salute mia e di chi lavora con me. Quando il 16 aprile abbiamo riaperto avevo arretrati che ho smaltito.
La ripresa è graduale, ho ancora due operai in cassa integrazione e per ora bastiamo io e mio fratello, magari dandoci dentro un po' di più. La vera ripartenza, sempre che lo sia davvero, sarà da settembre.

Carrozzeria pura?
Siamo carrozzieri, anche se per passione papà elaborava le 500 che erano letteralmente prese d'assalto dagli appassionati: al Motor Show del 2003 ha ricevuto il premio per la macchina più bella. Poi papà è invecchiato, non se la sentiva più di continuare e la macchina storica la trattiamo solo su richiesta.
Facciamo anche meccanica legata al sinistro e siamo specialisti nell'attività di levabolli, un lavoro che mi affascinava tanto e che ho imparato benissimo.
In tempi normali ripariamo circa quindici macchine a settimana, multimarca. Non sono snob, prendo il lavoro che arriva, ma in genere sono auto di fascia medio alta.

Convenzioni assicurative ne ha?
Con un paio di compagnie con cui ho mediato fino a trovare la quadra. Non abbasso la mia tariffa oraria perché ne andrebbe della qualità. Lavoro anche con compagnie con cui non sono convenzionato, ho clienti che hanno cambiato assicurazione per venire in Lasercar.

Con queste premesse, scontato l'utilizzo di ricambi originali? 
Noi montiamo esclusivamente ricambi originali, se il cliente è pignolo il carrozziere è pignolissimo. Poi capita 'la macchina da montagna', un po' scarcassona, e devo ripiegare sul pezzo di concorrenza per accontentare il cliente, ma è l'uno per cento.
Io preferisco l'originale per la consistenza e la qualità del prodotto in se stesso: com'è costruito, con che materiali... Il mio occhio non accetta i difetti dei ricambi di concorrenza e i clienti hanno i miei stessi occhi.

Di Doc è cliente da tempo?
La Doc l'avevo conosciuta con il capomagazziniere di Saottini, sono stato uno dei primi ad affiliarmi: per la tempistica della consegna e il servizio. Hanno questa logistica da Amazon... io non la lascerei mai, la Doc, è una gran bella cosa. Anche Gigi (Papallo, promoter di riferimento, nda) lo conosco da moltissimo tempo, è un amico.

Soddisfatto anche dei magazzini?
Nonostante io sia molto tecnologico e non abbia problemi a usare Integra mi piace il contatto umano, parlare con la persona. Se ordinare per telefono diventasse difficile lascerei stare...
Comunque, in tanti anni di collaborazione non ho mai avuto screzi o controversie con nessuna concessionaria.

Mi tolga una curiosità, quando lo trova il tempo per progettare?
Il mio cervello è sempre acceso, mi alzo anche nel cuore della notte se devo prendere appunti.
La passione per la robotica l'ho coltivata: sono un disegnatore meccanico, sono stato a lungo in America dove ho conosciuto produttori di effetti speciali con cui mantengo ancora oggi buonissimi rapporti. Parlo inglese, portoghese e spagnolo, andavo alle fiere e vendevo i miei robottini - repliche di RD-D2, Johnny 5 di Corto circuito... - ai collezionisti.
L'ultimo che ho costruito è stato Aladdin, 15 anni fa, un robot 'pubblicitario', che girava per fiere e centri commerciali dando indicazioni ai clienti. Io ho realizzato un prototipo ma, anche qui, servono partnership importanti per andare sul mercato... Il mio resta un hobby che 'brucia' sabati, domeniche e vacanze. Senza rimpianti.

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