Aria di crisi, ma in officina si va

In fatto di sicurezza non c'è Covid che tenga: nonostante il periodo di incertezza economica legato alla pandemia, non si vuole rinunciare a fare manutenzione o a riparare il proprio veicolo. Lo dice l'Osservatorio Autopromotec sulla base di un'indagine di McKinsey condotta in settembre su un campione rappresentativo di automobilisti appartenenti ad alcuni tra i maggiori mercati mondiali: Usa, Regno Unito, Germania, Francia, Italia, Cina, Giappone. Proprio l'Italia risulta essere il Paese che manifesta la maggiore propensione a non rinunciare a spendere per la sicurezza di chi viaggia.

Come emerge dall'analisi, il saldo tra la percentuale degli italiani interpellati che prevedono di aumentare gli interventi di officina (38) e la percentuale di coloro che intendono rinviarli (9) è pari a +29. Si tratta di un saldo superiore rispetto a quelli degli altri Paesi considerati nello studio. All'Italia seguono la Cina (saldo +26) e la Germania (+24). Poco più distanziati il Giappone (+16), la Francia (+11) e gli Stati Uniti (+10). Chiude la graduatoria il Regno Unito (+5).

A livello mondiale, un automobilista su tre ricorrerà nei prossimi mesi a un maggior numero di interventi di officina per mantenere l'efficienza del proprio veicolo. Soltanto il 15 per cento è propenso a rinviare a causa della crisi e quindi a posticipare le operazioni di manutenzione e riparazione per risparmiare tempo e denaro. La maggioranza degli automobilisti (il 53 per cento) ritiene che non vi saranno sostanziali mutamenti e che l'emergenza in atto non avrà significative ripercussioni sulle intenzioni di recarsi dal meccanico di fiducia con più o meno frequenza rispetto al passato.

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