Ma come guidi?!?

L'obiettivo era quello di tracciare una fotografia del vissuto, delle percezioni, dei valori e delle aspettative degli utenti della strada; il risultato è che gli italiani si sentono rispettosi delle regole, certi delle proprie capacità ma molto preoccupati delle distrazioni altrui. Dal primo Osservatorio Continental sulla sicurezza stradale, realizzato con Euromedia Research sulla base di circa duemila interviste, la conferma che l'automobile è il mezzo di trasporto più utilizzato (78,2 per cento degli intervistati), ma se per il 44,1 per cento è anche il più sicuro, il 68 per cento degli utenti vive con la paura di essere investito.

Curiosamente, il 79,5 per cento degli italiani non guarda a se stesso come a un pericolo per l'ecosistema strada definendosi "rispettoso delle regole indipendentemente dalla presenza di un controllo"; l'87,4 per cento si dichiara assolutamente sicuro delle proprie capacità e di se stesso mentre è alla guida del proprio mezzo di trasporto. Il 34,9 per cento degli intervistati ripone fiducia nel senso di responsabilità di chi guida, il 16,7 in una maggiore severità da parte delle Forze dell'Ordine, il 15,5 nelle aziende che producono automobili e pneumatici.

Distrazione e trasgressione sono le minacce alla sicurezza percepite con maggior forza dal campione della ricerca (44,4 e 43,7 per cento). I guidatori ritengono infatti che l'elemento più importante per la sicurezza stradale sia proprio il guidatore (50,1 per cento) seguito a grande distanza dai freni (9,7), dalla segnaletica stradale (6,4), dai sensori e i sistemi di guida assistita (6,0) e dagli pneumatici (5,3 per cento).

Guardando a ciò che viene ritenuto un fattore fondamentale sui mezzi di trasporto 'personali' di prossima generazione, il 43,5 per cento degli intervistati non ha dubbi e menziona sistemi di sicurezza e di 'alert' in grado di evitare incidenti, il 12,2 sceglie il carburante ecocompatibile, mentre solo il 10,5 cita le auto a guida autonoma e capaci di interazioni tra veicoli e infrastrutture. Quanto agli ADAS, il 59,2 per cento crede che siano strumenti validi ma che non risolvano il problema della sicurezza stradale, il 37,9 li reputa comunque fondamentali.

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