Sarà la Dino la prima Ferrari ibrida?

Potrebbe essere la futura Ferrari Dino, ipotizzato come modello d'ingresso alla gamma delle supercar del Cavallino, prima auto ad essere proposta con un motore 4 cilindri, frazionamento che non è mai stato usato in tempi moderni dall'azienda di Maranello. Lo confermerebbe la scoperta da parte di alcuni media, tra cui Autoguida, della registrazione presso l'Ufficio Europeo Brevetti di una soluzione di un inedito propulsore - appunto con 4 cilindri - che contiene all'interno dell'impianto di scarico una turbina per muovere un generatore di corrente.

Questo, a sua volta, alimenta un'unità elettrica che muove le ruote anteriori dell'auto garantendo la trazione integrale in caso di necessità (ma anche quella 100 per cento EV su brevi percorrenze) e assicura il movimento di un compressore elettrico che svolge le funzioni di sovralimentazione. Il brevetto - firmato da Fabrizio Favaretto, responsabile per Ferrari delle architetture ibride e quelle a motore posteriore, ma in precedenza a capo del reparto componentistica nel team di Formula 1 - prende spunto dalle power unit della F1 ed ha lo scopo di ottimizzare il funzionamento della turbina e del compressore, che normalmente sono solidali e che in questo caso sono scollegate e addirittura lontane.

Un progetto che va verso una nuova generazione di motori a benzina a ridotto impatto ambientale, in linea con le future regolamentazioni sulle emissioni. Una soluzione innovativa che potrebbe essere estesa anche ai modelli Alfa Romeo e Maserati che già oggi hanno sotto al cofano propulsori by Ferrari.



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