Le priorità della Fca post-Marchionne

Da questa settimana Mike Manley sarà formalmente il nuovo amministratore delegato di Fca: l'assemblea degli azionisti, convocata ad Amsterdam venerdì 7 settembre, delibererà infatti sulla sua nomina al posto di Sergio Marchionne. Da quando il consiglio di amministrazione il 21 luglio ha indicato il suo nome, il manager non si è mai fermato. Tra le priorità c'è la scelta del nuovo responsabile delle attività europee e italiane dopo le dimissioni di Alfredo Altavilla.

La nomina del successore di Altavilla - le deleghe ad interim le ha tenute Manley - ha una grande rilevanza. È molto probabile che John Elkann opti per un manager italiano per dare un segnale, anche simbolico, sulla centralità del Paese nelle strategie del gruppo e perché il suo ruolo sarà fondamentale in vista del lancio di nuovi modelli e per le relazioni con il governo sullo sviluppo dell'elettrico, dopo i contatti già avviati tra Marchionne e il ministro Luigi Di Maio.

Anche in questo caso la strada privilegiata sembra quella interna: in pole position resta Pietro Gorlier, torinese, attuale ceo di Magneti Marelli e Mopar, ma nelle scorse settimane sono circolati anche i nomi di Davide Mele, che ha lavorato a fianco di Altavilla nell'Emea, di Gianluca Italia, responsabile del mercato italiano e di Daniele Chiari, responsabile delle relazioni istituzionali e dello sviluppo prodotti nell'Emea.

La scelta di Gorlier potrebbe anche indicare la strada che si intende seguire per la Magneti Marelli. L'ipotesi di cedere la società di componentistica - nel mirino del fondo di private equity Kkr - è sul tavolo e sarebbe la prima importante decisione di Manley con un cambio di rotta rispetto al suo predecessore. Sotto la guida di Marchionne, infatti, il gruppo si era concentrato sullo spin off della società e su una sua possibile quotazione entro la fine dell'anno o all'inizio del prossimo a Piazza Affari.

La cessione consentirebbe a Manley di poter concentrare maggiore attenzione sui marchi cruciali per la crescita di Fca, fra i quali Jeep che fino a poco tempo fa ha guidato. La vendita potrebbe portare nelle casse di Fca - secondo le stime di alcuni analisti - anche fino a 6 miliardi di dollari incluso il debito. Questo consentirebbe all'azienda di raccogliere importanti fondi per finanziare il piano industriale quinquennale, che include lo sviluppo di auto elettriche e un aumento delle vendite globali.



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