Mobilità condivisa: in Europa
primeggiano Italia e Germania

In tema di mobilità condivisa l'Europa è tutto tranne che omogenea. Per piacere piace - sono stati registrati 4,5 milioni di utilizzatori nel 2016 e la prospettiva è di contarne 8 nel 2020 - ma si notano differenze marcate sulle formule.

Secondo lo studio 'Mobilità condivisa - verso l'era del robotaxi' presentato da AlixPartners a #FORUMAutomotive, Regno Unito e Francia prediligono il ride sharing mentre Italia e Germania, che insieme rappresentano il 60 per cento dell'utenza europea, mostrano una spiccata preferenza per il car sharing. Un altro dato significativo, nel Belpaese il 61 per cento degli utilizzatori ha dichiarato che, grazie alle opportunità offerte dal car sharing, sta evitando o rinviando l'acquisto di un veicolo.

In Italia alla domanda 'Quando è stata l'ultima volta che hai utilizzato uno di questi mezzi di trasporto nelle aree metropolitane?', il 76 per cento del campione ha citato i mezzi pubblici (in Germania e Francia, rispettivamente, 85 e 83 per cento), il 61 i taxi, il 35 il car sharing (percentuale più alta tra i vari Paesi del campione) e il 27 per cento il ride sharing. Un'ulteriore significativa crescita del car sharing è attesa in Germania e Italia, mentre nel Regno Unito e in Francia a crescere sarà soprattutto il ride sharing. 

Le leve chiave, soprattutto nelle aree metropolitane, sono costi, trasparenza dei prezzi e disponibilità.

"La mobilità condivisa", ha commentato Giacomo Mori, managing director AlixPartners, "sta indubbiamente trasformando il modo in cui le persone di tutto il mondo utilizzano i veicoli, cominciando a preferire la 'disponibilità' di un'auto anziché la sua proprietà. Questo significa che, sia l'industria automobilistica tradizionale, sia i nuovi operatori devono iniziare ad adattarsi rapidamente per stare al passo con le aspettative e le inclinazioni dei consumatori".   

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