Il Top Team Scania
lavora in Affini Service

Segnatevi questi nomi: Simona Sandrini (accettatore), Marco Baiguini, Omar Bernini, Angelo Regna (tecnici), Luca Migliori (magazziniere). Ne sentiremo parlare ancora. Sono loro il Top Team Scania dell'edizione 2017-2018, sono loro che sabato 14 aprile scenderanno di nuovo in campo per tentare di portare a casa la semifinale europea e quindi il titolo mondiale. Stiamo correndo troppo? Stefano Affini, contitolare di 'Affini Service', l'officina autorizzata Scania presso cui il Top Team lavora, non si sbilancia. Ma noi abbiamo letto tra le righe.

Affini Service è la miglior officina Scania d'Italia. Hai detto niente…
Ci piace metterci in gioco e metterci alla prova, è un'opportunità. Ogni anno Scania organizza questa competizione e ogni anno c'è l'invito ad aderire. In passato il nostro miglior risultato era stato un secondo posto.
Abbiamo coinvolto i nostri tecnici - perché alla fine sono loro il cuore di tutto - e composto la squadra che avrebbe partecipato facendo una selezione tra i cinquanta dipendenti. C'era e c'è da impegnarsi anche in orari fuori dal lavoro...
Tra i tecnici e i magazzinieri, Scania voleva una figura di accettatore. Tra i nostri abbiamo scelto la più rappresentativa per esperienza, secondo noi la più brava. Simona ha accettato subito, senza dubbi. Bello, anche perché è l'unica donna in Italia che ha partecipato alle finali.

Quando avete capito che stavate vincendo?
Non l'abbiamo capito, non si sapeva come stava andando, era tutto 'segreto'. C'erano quattro prove pratiche e una teorica, di 20 minuti ciascuna e con un punteggio.
Sabato 24 febbraio i cinque team finalisti occupavano le cinque stazioni dove dovevano eseguire diagnosi e riparazioni rispettando tempi e procedure e rispondendo alle domande degli esaminatori.

Lei seguiva da 'bordo campo'?
Io non ero presente perché ero a Firenze con Volkswagen. C'erano i miei tre fratelli - Giuliano, Natalino e Paolo - e i nostri capiofficina, ma non potevano suggerire, rischiavano di far squalificare la squadra. Li vedevano lavorare, li sentivano.
Non tutte le prove sono andate benissimo, al top, ma non sapendo come erano andate quelle degli altri team quando hanno proclamato Affini Service come vincitore sono scoppiati, si sono messi a saltare... Sono quelle prove che… la tensione, la gente che ti guarda, il tempo cronometrato...
A me è arrivato il messaggio che ero sul pullman a Firenze e mi sono commosso. Ho subito rimandato un messaggio di congratulazioni e il giorno dopo, quando sono tornato a casa, li ho visti e mi sono congratulato di persona con ognuno di loro.

E adesso? Vi aspetta la semifinale europea del 14 aprile?
Ci stiamo allenando. Un giorno alla settimana tutto il team, invece di occuparsi di problemi reali, quotidiani, fa delle simulazioni, studia la teoria.
Saranno ancora cinque prove e naturalmente l'asticella si alza, i competitor sono i migliori di ogni nazione. Stavolta non prenderò impegni. Comincerà tutto il venerdì, con la presentazione dei team al Grand Hotel di Trento. Poi, il sabato, via alla gara nella sede di Italscania. Le semifinali europee sono tre e ne passano due per ognuna. Poi ci sarà la finale mondiale, presumo in Svezia.

Nell'attesa, piedi per terra in officina. Come sta Affini Service?
È stato un ottimo 2017, con ottimi incrementi di fatturato e di vendita ricambi sia in officina, sia tramite vendite esterne agli affiliati Doc.

A proposito. Voi siete presenti a Brescia, ma anche a Mantova e Verona, quindi lavorate con entrambi i consorzi Doc?
Esatto. Siamo soci da tempo e funziona tutto bene. Scegliere di entrare nel consorzio, anzi, nei consorzi è stata una scelta giusta. Come truck siamo stati i primi e come Scania continuiamo a essere anche gli unici.
Il 40 per cento della vendita ricambi alle officine Doc lo realizziamo su Brescia, il restante 60 è equamente diviso tra Mantova e Verona.

L'assistenza sui truck è più impegnativa rispetto a quella sulle auto. Come vede le officine indipendenti Doc?
Ci sono officine consolidate da anni, conosciute, e chi più chi meno riescono a tenere il passo con una tecnologia che non corre, galoppa. Senza supporto dalla Case madre, senza strumentazione idonea e formazione adeguata diventa difficile fare assistenza.
Noi le informazione le diamo, attraverso il capofficina, ma non sempre si riesce a fare una diagnosi a distanza. Capita che portino il veicolo da noi per fare la riparazione, siamo consapevoli delle difficoltà che possono incontrare i meccanici indipendenti. E noi siamo aperti, perché la nostra è la storia di un'officina generica che si è trasformata in officina autorizzata.

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